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Nuove specie di formiche fossili (Hymenoptera: Formicidae) dell'Eocene medio della Kishenehn Formation, Montana, USA.

“Crematogaster aurora” regina. Questa specie è la più antica conosciuta del suo genere.

Sono stati ritrovati ultimamente nel Nord Ovest del Montana all'interno degli strati della Kishenehn Formation (Eocene medio, circa 46 Milioni di anni fa) un buon numero di insetti fossili ben conservati. I ricercatori John S Lapolla e Dale E Greenwalt, hanno potuto quindi, estrarre e studiare alcune specie fossili di insetti ed in particolar modo di formiche fossili. Sono state analizzate 249 formiche fossili, di cui 152 è stato possibile assegnare ad una sotto-famiglia. Di queste 12 sono nuove specie segnalate e vengono formalmente descritte. Viene istituito un nuovo genere appartenente ai Dolichoderinae (Ktunaxia, gen. Nov.) e sono segnalate le due specie fossili più antiche del genere estinto Crematogaster (C. aurora, sp. nov.) e Pseudomyrmex (P. saxulum, sp. nov.).  

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Paleontologi pensano di aver trovato il primo giacimento fossile dell'evento K/T (estinzione dei Dinosauri)

65 Milioni di anni fà, sulla Terra è avvenuta uno dei più grandi eventi di estinzione della vita animale e vegetale. Si calcola che tale evento denominato KT, abbia fatto sparire il 75% della vita grazie ad una crisi ambientale forse generata da un impatto catastrofico o mutazioni climatiche dovute a grandi eruzioni vulcaniche. L'evento è sopratutto ricordato per aver fatto sparire i Dinosauri tanto famosi fra il grande pubblico. Ma, ad oggi, non era stato mai ritrovato un giacimento fossile che era la testimonianza d tale evento. Ora, in una cava dietro un centro commerciale in una piccola cittadina del New Jersey, pare (e qui gli scienziati sono molto cauti) di aver ritrovato finalmente un giacimento fossile di quell'evento.

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L'ultimo pasto per un fossile di Saurichthys ne rivela gli organi interni

Evincere gli organi interni di un fossile di solito è un lavoro quasi impossibile per i paleontologi. La fossilizzazione, evento raro ed imprevedibile, data la particolare natura delle condizioni chimico-fisico necessarie, nella maggior parte dei casi, non conserva i tessuti molli e gli organi interni degli animali. Un fossile in particolare, ritrovato nel sud della Svizzera, oggi ci svela grazie al suo ultimo pasto la forma del suo intestino.

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Appello internazionale a tutti i collezionisti di oggetti naturali e culturali - si prega di firmare la petizione "Per preservare il diritto di collezionare da parte dei privati"!

https://www.openpetition.de/petition/online/fuer-den-erhalt-des-privaten-sammelns?language=it_IT.utf8

Il governo tedesco ha in programma di far passare una cosiddetta legge di protezione dei beni culturali all'inizio del 2016.
Una prima proposta della legge è stata pubblicata il 14 settembre 2015 e minaccia la ricerca e la raccolta di beni naturali (come i fossili ed i minerali, ecc) e dei beni culturali (tra cui manufatti, monete, francobolli, opere d'arte ecc.).

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Tracce fossili di vita su Marte? Ipotesi scaturita dalle foto dei rover!

Una forma di vita elementare e microbica che ha lasciato tracce fossili sui sedimenti di Marte è stata individuata grazie alle foto inviate dai Rover della NASA. L'ipotesi è scaturita grazie alle analisi eseguite da diversi studi eseguiti su alcune immagini inviate dalle sonde marziane. Le immagini analizzate hanno evidenziato delle strutture nelle quali si possano riconoscere strutture molto simili formatesi sulla Terra grazie alla presenza e all'azione di microrganismi. Uno studio firmato da Nora Noffke su Astrobiology, prende in esame alcune formazioni rocciose di origine sedimentaria fotografate dal Rover della NASA Curiosity sull'affioramento denominato "Gillespie". Tale studio confrontando tali formazioni rocciose con esempi terrestri noti e studiati, mette in evidenza una origine dovuta ad azione di microorganismi.

 

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Carta Internazionale di Crono Stratigrafia

La Commissione internazionale di stratigrafia, nota internazionalmente con il suo nome inglese International Commission on Stratigraphy e spesso abbreviata in ICS, è un sottocomitato permanente dell'International Union of Geological Sciences (IUGS) e si occupa di problematiche su scala globale relative alla stratigrafiageologia e geocronologia.

Ogni anno (o meno) pubblica una carta aggiornata che sono il riassunto di tutti i lavori di stratigrafia internazionali. Tale carta è il riferimento assoluto per tutti gli studiosi di paleontologia, geologia, stratigrafia e altro, riguardante come chiamare un determinato "Tempo geologico" relativo alle rocce terrestri. Pubblichiamo in questo articolo l'ultima carta aggiornata, per facilitare la sua ricerca a tutti i lettori di paleofox.com .

 

 

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Fossili del Cretaceo inferiore delle formazioni cinesi di Yixian e Jiufotang conservati grazie a flussi piroclastici di lava ed eruzioni vulcaniche

I famosi fossili della Cina definiti Jehol Biota, fossili di una conservazione eccezionale e che presentano sia vertebrati che invertebrati e piante fossili nello stesso giacimento, pare si siano conservati grazie ad eruzioni vulcaniche e flussi piroclastici che hanno permesso di preservare fin nei minimi dettagli i resti fossili. Tali fossili, conosciuti per la loro eccezionale conservazione sono stati studiati a più riprese ma quello che mancava era il motivo della eccezionale preservazione dei resti. Il perchè il giacimento conservava i fossili fin nei minimi dettagli era un mistero fra gli studiosi. Ecco perchè uno studio sedimentologico e mineralogico della roccia che conservava i resti fossili ha permesso di comprendere il motivo della conservazione eccezionale dei resti fossili e di rivelare come il giacimento si è formato. Lo studio della Universita' di Nanjing, Cina, e' stato pubblicato su Nature Communications, e rivela che grazie e ripetute eruzioni e seppellimento dei resti grazie e flussi vulcanici ed eruzioni ha permesso di creare l'eccezionale Biota chiamato Jehol. Durante questo periodo, un mix di dinosauri, mammiferi, primi uccelli e lucertole viveva in un paesaggio fatto di laghi e foreste di conifere, circondato da vulcani. Finora, non era nota la causa della loro mortalita' di massa e della perfetta conservazione. Dopo aver analizzato i campioni fossili, gli scienziati hanno scoperto che ognuno di questi scheletri era stato immerso in flussi piroclastici, correnti di gas caldi e rocce che si originano grazie ad eruzioni vulcaniche esplosive incredibilmente veloci.

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Trovata in ambra fossile la prova della più antica riproduzione di un fiore

Fotografia per gentile concessione di GEORGE POINAR, JR., OREGON STATE UNIVERSITY

Dell'ambra risalente ad un centinaio di milioni di anni fà proveniente dal Myanmar (Burma) raccolta nel 2001, ha permesso di studiare la riproduzione sessuale di un fiore fossile largo appena 1 mm, il Micropetasos burmensis. L'evento catturato dalla resina fossile è proprio il momento in cui il fiore era in procinto di germinare dei semi, cioè, il polline (tubi pollinici) era entrato nello stigma e stava generando i vari semi per la riproduzione della pianta. Si è potuto vedere, che il processo è simile a quello che succede ancora oggi, è quanto ha affermato dal co-autore George Poinar , un biologo della Oregon State University di Corvallis.

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Un delfino con la testa "A Palla" scoperto nella rete

Il Mare del Nord è un luogo in cui i pescatori, sovente, fanno strani incontri nella rete da pesca. Famosi alcuni banchi del Mare del Nord un cui non si pesca solo pesce ma anche fossili. La scoperta di una nuova specie di delfino preistorico con la testa a palla, è avvenuta grazie proprio ad una pesca di un fossile particolare. Un delfino preistorico con la testa a forma di palloncino e il muso a spatola, vissuto circa due milioni e mezzo di anni fa, è la nuova specie scoperta grazie alla pesca di alcuni fossili di questo nuovo fossile. Il nome scientifico Platalearostrum hoekmani che gli è stato assegnato è ispirato proprio al nome del pescatore che lo ha ritrovato: Albert Hoekman.

Figura 1: Platalearostrum hoekmani, Ricostruzione. Illustrazione per gentile concessione Remie Bakker, Manimal Works
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Un ragno dal Triassico

Un nuovo genere di aracnide fossile è stato descritta dalla formazione delle Dolomie di Forni (depositate in ambienta lagunare circa 228 milioni di anni fa), provincia di Udine nel Friuli, da cui il nome Friularachne rigoi gen. et sp. nov.  Ritrovamenti di questo genere sono molto rari - a tutt'oggi solo quattro specie di ragni sono state descritte da sedimenti del Triassico.

L'olotipo fossile e disegno interpretativo di Friularachne rigoi (VECCHIA & SELDEN 2013) e ricostruzione dell'animale ad opera dell' artista Lukas Panzarin, immagine ripresa dal post "Friularachne rigoi (Dalla Vecchia and Selden 2013): New Triassic Spider!", pubblicato 24/01/2013 sul blog "Theropoda" a cura di A. CAU.
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La Toscana: Terra di balene e vermi mangia-ossa

"Dicono che il mare è freddo, ma il mare contiene il sangue più caldo di tutti,
il più selvaggio, il più urgente."
"Whales Weep Not!" D.H. Lawrence (1885-1930)

Gli abissi marini sono stati spesso comparati con un deserto in cui solo occasionalmente si trovano delle oasi - campi idrotermali in cui sorgenti di acqua bollente offrono abbastanza energia da alimentare un ecosistema, oppure le carcasse in decomposizione di grandi animali marini.
I processi tafonomici in mare aperto differiscono notevolmente da quelli osservabili vicino alla costa o in acque poco profonde - anche se purtroppo ancora poco si conosce sui fattori che gli influenzano - soprattutto se si tratta di gigantesche carcasse, come per esempio di balena. Si presume che la decomposizione di un corpo cosi grande è influenzata in una prima fase dalla profondità della colonna d´acqua e la pressione idrostatica, due fattori che influenzano il tempo in cui la carcassa galleggia nell´acqua. Una volta raggiunto il fondo, la decomposizione della balena segue una successione generale con diverse ondate di animali spazzini e saprofagi. La carne è rapidamente rimossa da grandi animali, come per esempio squali. I resti, come tessuto adiposo e cartilagine, sono colonizzati più lentamente  da organismi che si cibano sia dei resti organici che dal denso tappeto di batteri che si sviluppa su di essi. Dopo alcuni mesi rimangono solo le ossa, anch´esse sono colonizzate da una comunità di specie molto interessante è specializzata per quest'ambiente estremo composta principalmente da batteri, molluschi e policheti. 
Gli esempi di grandi balene morte studiate oggigiorno sono abbastanza rari e imprese difficili (al minimo serve un sottomarino), ma il record fossile, soprattutto del Neogene, ha restituito materiale molto interessante e di relativamente facile accesso.
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19 settembre 1991: L´Uomo venuto dal ghiaccio

È stata una morte veloce e solitaria, ferito da una freccia nella schiena l´uomo con un'età stimata di 45 anni muore dissanguato in pochi minuti. Il corpo fu lasciato sul luogo del delitto - forse gli aggressori pensarono che animali e il tempo avrebbe cancellato tutte le prove, ma nel clima freddo e secco in 3.200 metri il corpo cominciò a essiccare e grandi spazzini non si avventurano in questo regno desolato. Durante l´inverno neve ricopre il canalone in cui si trova il corpo, trasformandosi lentamente in ghiaccio questa coperta proteggerà e conserverà i resti umani per i prossimi millenni.

Il 19 settembre 1991 - 20 anni fa - due turisti tedeschi, Erika e Helmut Simon, in escursione nei pressi del Rifugio Similaun scoprono il corpo dopo un periodo di forte ablazione dei ghiacciai, aiutato dal clima mite a fine estate e depositi di sabbia del Sahara sul ghiaccio. La mummia diverrà presto conosciuta col nomignolo di Ötzi - un'unica capsula del tempo per studiare una persona conservata direttamente dal periodo della cultura del rame in Europa.

Fig.1. Il monumento sul sito della scoperta di "Ötzi".
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Icnologia Italiana

L´icnologia è considerata disciplina relativamente giovane delle scienze della terra, anche se come i comuni fossili, i segni e tracce lasciati da organismi del passato (soprattutto di vertebrati) erano state notate già nell'antichità. A quei tempi furono interpretati in chiave mitologica, come impronte lasciate da dei,santi o perfino mostri. Ancora nel 1800 impronte tridattile ritrovate in sedimenti del Giurassico del Connecticut furono attribuite al corvo liberato da Noe dopo il diluvio universale. 
Una delle prime interpretazioni scientifiche di cui siamo a conoscenza proviene dal genio di Leonardo da Vinci (1452-1519), che osservando particolari segni sulla superficie degli strati di rocce scrive: 

"Come nelle falde, infra l´una e l´altra si trovano ancora gli andamenti delli lombrici, che caminavano infra esse quando non erano asciutte"
Purtroppo come molte scoperte di Leonardo, anche questa non fu mai pubblicata e non contribuisce allo sviluppo delle scienze geologiche. 

Anche la prima pubblicazione naturalistica su delle impronte fossili è italiana e data indietro al 1648, il "Musaeum Metallicum" del filosofo e naturalista Ulisse Aldrovandi (1522-1605). Aldrovandi descrive varie forme e fossili, che in parte riconosce come resti di organismi pietrificati. Anche le scoperte e conoscenze di Aldrovandi, in contrasto con la religione di quei tempi, furono ignorate e dimenticate. 
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Le scienze della terra nelle notizie: tra balena-volpe e il Tyrannosaurus mangiauomini

Nonostante il dato di fatto che le scienze geologiche a paleontologiche dovrebbero svolgere un ruolo importante nella nostra società - ricordiamo l´effetto devastante dei terremoti su scala globale, su scala piú locale l´impatto di frane, oppure i ripetuti tentativi del creazionismo italiano di spacciarsi come scienza e di interpretare catastrofi naturali come giudizio divino.
La realtá mediatica é purtroppo spesso molto diversa - le notizie vengono riportate come un miscuglio di ignoranza, mancato interesse e malintesi, oppure adattate per promuovere scopi propri o politici.  

Nel campo delle scienze geologiche questi malintesi possono avere anche gravi implicazioni - lanotizia che il tribunale dell´Aquila ha accontensito al processo per l´accusa di omicidio colposo plurimo a vari sismologi ha suscitato meraviglia nel mondo accademico internazionale - sconcertante sono anche commenti, sopratutto in rete, che affermano che il terremoto era prevedibile in generale, ma in specifico grazie all´emanazione del Radon dal sottosuolo.
La connessione tra Radon é movimenti del sottosuolo é ancora dubbia, anche se studiata da alcuni anni. Prima di molte scosse non é stato osservato nessuna variazione nel Radon, oppure a un alto valore di Radon non coincide nessun terremoto, non é chiaro a che scala il Radon puó essere emesso dalla terra (per esempio a distanza di chilometri dall´epicentro?), inoltre il Radon puó essere generato anche da molti altri fenomeni geologici non connessi a terremoti (come per esempio frane).
Una previsione reale deve peró essere in grado di inquadrare la posizione, le data e la forza di un specifico evento - le cosidette "previsioni" dell´Aquila hanno chiaramente mancato il punto e la data del sisma.

Nel campo della paleontologia i risultati finali di una cattiva informazione forse non sono cosi gravi, ma comunque un tale giornalismo è vergognoso é sarebbe spesso evitabile con semplice procedure (per esempio leggere gli articoli originali di certe notizie).

Nel Dicembre 2007 l´ANSA italiana pubblica questa notizia del ritrovamento di un nuovo genere di mammifero dell´Eocene dell´India - Indohyus.
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L´artista e il coccodrillo

Crocodylomorpha include le specie odierne ma anche fossili dei coccodilli, un gruppo che a differenza dell´immagine di "fossile vivente" ha mostrato é mostra grande varietá e adattamenti a diversi stili di vita. Simosuchus clarki é una specie del Cretacico del Madagascar descritta nel 2000, la cui particolare anatomia (in comparazione al nostro preconcetto dell´immagine di "coccodrillo") é stata pubblicata in dettaglio nel 2010.
Fabio Manucci introduce sul suo blog l´artista che ha realizzato la ricostruzione dell´animale  e le gioie, ma anche le difficoltá di un artista a resuscitare creature estinte.

Fig.1. Simosuchos clarki, ricostruzione dello scheletro da parte di Lucille Betti-Nash, da KRAUS et al.2010.
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Nuova ricerca svela particolari dell´ecologia delle Ammoniti

Grazie all´applicazione di una nuova tecnologia ricercatori hanno ricavato nuove informazioni sull´anatomia e l´ecologia delle ammoniti. Le ammoniti sono tra i fossili meglio conosciuti tra collezionisti e appassionati di paleontologia, puó sorprendere che di fatto si sa relativamente pocho su questi animali, sopratutto la struttura delle parti molli e la loro ecologia é ancora poco compresa - di fatto non si é sa nenache con certezza se questi molluschi erano animali bentonici o pelagici. Grazie a una nuova tecnologia - la microtomografia ai raggi X - una ricerca pubblicata in Science ha ricostruito per la prima volta in grande dettaglio l´apparato masticatorio di alcuni esemplari di Baculitesdatati a 70 milioni di anni. La ricosruzione mostra una mandibola inferiore e superiore e una lingua ricoperta da fini denticoli, simile alla radula dei moderni molluschi. Gli autori sono riusciti perfino a visualizzare l´ultimo pasto di uno degli individui - piccoli granchi e molluschi.

Fig.1. Rappresentazione creata dal computer del apparato masticatorio in giallo e frammenti di cibo in blu (piccolo crostaceo) e viola (gasteropode), da KRUTA et al. 2011.
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Homo sapiens da quando?

Secondo il modello in vigore la nostra specie H. sapiens si sviluppó in Africa circa 200.000 anni fa e solo 100.000 anni fa lascio questo continente per diffondersi nell´Asia (la teoria dell´"Out of Africa").
Una scoperta nei sedimeti, datati a 200.000-400.000 anni, della caverna di Qesem in Israele ora potrebbe riscrivere questa ricostruzione.

Secondo la ricerca pubblicata nel "American Journal of Physical Anthropology" otto denti fossili recuperati dai sedimenti sono molto simili ai caratteri morfologici dei fossili di Skhul/Qafzeh, considerati le piú antiche testimonianze di H. sapiens (ca. 110.000 anni, Israele) al di fuori del continente africano.
 
Fig.1. Vista di alcuni dei denti recuperati nella caverna di Qesem, datati a 200.000-400.000 anni. La loro attribuzione a H. sapiens al momento é dubbia, se confermata sarebbero i reperti piú antichi della nostra specie al di fuori dell´Africa (immagine da HERSHKOVITZ et al. 2010).
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Novità sugli Ominidi di Denisova

 L´annuncio nel febbraio 2010 di DNA mitocondriale ricavato da un osso fossile dalla Siberia era intrigante: la serie di nucleotidi non coincideva con nessuna delle specie di ominidi che si riteneva popolavano la zona 30.000 anni fa - H. sapiens e H. neanderthalensis. 
Dopo i primi risultati si ha proseguito nella ricerca, cercando di ricavare materile genetico del nucleo delle cellule dallo stesso reperto. I ricercatori sono rimasti piacevolmente sorpresi, il materiale recuperato era estremenente puro, 70% del DNA (a differenze di una media di pochi percentili in casi analoghi) puó essere attribuito all´ominidi di Denisova.

Grazie al materiale genetico si ha potuto avvalorare l´ipotesi che il nuovo ominide rappresenta un ceppo distinto che si é separato da un progenitore comune con l´uomo di Neandertal circa 300.000 anni fa.
Inoltre paragonando la sequenza di DNA con dati dell´uomo moderno, si ha riscontrato somiglianze con popolazioni indigeni della Papua-Nuova Guinea - Indonesia.
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